Documento di esportazione
da 50 €
- Certificato di esportazione (kentekenbewijs deel II) per l'acquirente
- Attestato di manleva (vrijwaringsbewijs) per il venditore
- Radiazione e pratica presso la RDW
Va a vivere in Italia con un'auto, un camper o una moto con targa olandese? Dalla residenza ha tre mesi per immatricolarlo in Italia. Noi curiamo l'esportazione nei Paesi Bassi, anche per posta se l'auto è già lì.
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Chi si trasferisce in Italia e porta con sé l'auto olandese deve presto pensare all'immatricolazione italiana. La regola è chiara: con la residenza parte un termine di tre mesi. Prima di immatricolarla, l'auto viene cancellata nei Paesi Bassi per l'esportazione, e di questo ci occupiamo noi dallo sportello di Hengelo, riconosciuto dalla RDW.
In questa pagina trova la regola dei tre mesi, le sanzioni, le eccezioni come il REVE, le imposte e il rimborso della BPM olandese.
L'art. 93-bis, comma 1, del Codice della Strada prevede che i veicoli di chi ha acquisito la residenza in Italia siano immatricolati «entro tre mesi dall'acquisizione della residenza». Vale per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, quindi anche per camper, moto e roulotte. Il MIT lo riassume così: se è residente da più di 3 mesi, deve immatricolare il veicolo in Italia. Il termine decorre dalla residenza, non dall'arrivo dell'auto.
Chi non vi risiede può circolare con un veicolo immatricolato in un altro Stato UE per un periodo massimo di un anno, secondo il MIT. Se questo valga anche per un'auto già cancellata nei Paesi Bassi con targa di esportazione, non è chiaro.
Dalla regola deriva, come nostra lettura e non come testo di legge, che fino alla fine dei tre mesi un'auto ancora immatricolata nei Paesi Bassi e assicurata può circolare in Italia con la targa olandese. Per un'auto già cancellata e con targa bianca di esportazione la situazione è incerta: le regole per una targa di esportazione olandese cambiano da paese a paese, quindi lo chieda prima alle autorità italiane, soprattutto se dopo i primi 14 giorni vuole ancora guidare.
Chi circola oltre il termine senza immatricolazione italiana rischia, secondo l'art. 93-bis e il MIT:
Gli importi delle sanzioni possono essere stati aggiornati: li verifichi presso le autorità italiane.
Ci sono eccezioni. Se un residente guida un veicolo con targa estera che non è suo, per esempio del datore di lavoro, in leasing o a noleggio, a bordo deve esserci un documento sottoscritto e datato dall'intestatario, con il titolo e la durata della disponibilità. Se l'uso supera 30 giorni nell'anno solare, anche non continuativi, il veicolo va registrato nel REVE, il Registro dei veicoli esteri.
Chi risiede in Italia e lavora come dipendente o autonomo in un paese confinante registra il veicolo nel REVE entro 60 giorni dall'acquisizione e può poi circolare senza limiti di tempo con la targa estera. Sono esclusi anche, tra gli altri, i residenti a Campione d'Italia e il personale pubblico in servizio all'estero con i familiari conviventi. Chi cambia indirizzo all'interno del paese o cede l'uso a un altro residente deve aggiornare i dati nel REVE.
I cittadini UE che hanno un rapporto stabile con l'Italia senza risiedervi, come i proprietari di una seconda casa, e gli studenti possono immatricolare il veicolo eleggendo domicilio presso una persona fisica residente in Italia o presso uno Studio di Consulenza Automobilistica.
Nelle fonti ufficiali consultate non abbiamo trovato un'esenzione italiana dalle imposte di immatricolazione, come l'IPT, per chi si trasferisce da un altro paese UE. Your Europe ricorda che non esistono regole comuni dell'UE sulle tasse dei veicoli. Non conti quindi su un'esenzione: per il suo caso chieda alla Motorizzazione, al PRA o a un consulente.
Un privato che porta la propria auto usata di solito non paga l'IVA, ma serve prima il controllo presso la Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate. Poi segue una sola domanda alla Motorizzazione e al PRA, di solito tramite uno STA, con il documento tecnico (come il CoC), codice fiscale e indirizzo di residenza. Tutti i passi sono nella guida all'immatricolazione di un'auto estera.
Con la cancellazione per l'esportazione finiscono nei Paesi Bassi l'obbligo di assicurazione, l'obbligo dell'APK (la revisione olandese) e la tassa di circolazione olandese. NederlandWereldwijd avverte che l'assicurazione auto olandese non vale più dopo la cancellazione dal registro e consiglia un'assicurazione temporanea fino all'immatricolazione nel nuovo paese. È l'assicurazione di esportazione con carta verde che stipuliamo tramite il nostro partner assicurativo: dura 14 giorni e può prolungarla di 14 giorni alla volta dopo il consenso dell'assicuratore. Porta anche un camper o una roulotte? Legga la pagina su camper, roulotte e rimorchi dall'Olanda.
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La BPM è l'imposta olandese di immatricolazione. Chi esporta può a volte chiederne indietro una parte al Belastingdienst, l'amministrazione fiscale olandese; trasferendosi è possibile, perché l'Italia è un paese dell'UE. Il veicolo deve essere registrato in Italia entro 13 settimane da quando la RDW gli ha dato lo stato di esportazione. Chi si trasferisce ha quindi due scadenze: tre mesi dalla residenza e 13 settimane dallo stato di esportazione. Pianifichi subito il controllo IVA e lo STA. Condizioni e servizio sono nella pagina sul rimborso della BPM olandese.
Vive già lì con la sua auto olandese? Per l'immatricolazione italiana serve il documento di immatricolazione estero con la Parte II; secondo la RDW il certificato di esportazione, il kentekenbewijs deel II, insieme alla kentekencard serve per la registrazione all'estero. Curiamo l'esportazione interamente a distanza, con una procedura che passa per posta: DHL standard in circa 5 giorni lavorativi, DHL Express in circa 1 giorno lavorativo. Ci contatti prima: le diciamo cosa serve e quanto costa.
Ci chiami o ci scriva su WhatsApp per una consulenza gratuita o un appuntamento, anche fuori dall'orario d'ufficio. La domenica si applica una tariffa più alta; le comunichiamo sempre il prezzo in anticipo.
Dall'acquisizione della residenza in Italia, non dall'arrivo dell'auto. Lo prevede l'art. 93-bis del Codice della Strada, che vale per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.
Secondo il MIT chi non risiede in Italia può circolare con un veicolo immatricolato in un altro Stato UE per un periodo massimo di un anno. Non è chiaro se questo valga anche per un'auto già cancellata nei Paesi Bassi con targa di esportazione.
Un privato che porta in Italia la propria auto usata di solito non paga l'IVA. Prima della domanda di immatricolazione serve però il controllo presso la Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate.
Nelle fonti ufficiali consultate non abbiamo trovato un'esenzione italiana per chi si trasferisce da un altro paese UE. Non ci conti: chieda per il suo caso alla Motorizzazione, al PRA o a un consulente.
La curiamo interamente a distanza, con una procedura che passa per posta: DHL standard in circa 5 giorni lavorativi, DHL Express in circa 1 giorno lavorativo. Ci contatti prima: le diciamo cosa serve e quanto costa.
Sì, il rimborso è possibile perché l'Italia fa parte dell'UE, se il veicolo soddisfa le condizioni del Belastingdienst. Il veicolo deve essere registrato in Italia entro 13 settimane da quando la RDW gli ha dato lo stato di esportazione.
Ultima verifica: 1° novembre 2026
Prezzi per l'esportazione dell'auto
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